Dopo la brutalità della sua trilogia della vendetta, Park Chan-wook ci sorprende con una favola contemporanea ambientata in un manicomio colorato. Young-goon è convinta di essere un cyborg, si ricarica con le batterie e rifiuta di mangiare. Il-soon ruba le caratteristiche degli altri per regalarle a chi ama. Due anime fragili che trovano nell’ossessione dell’altro un modo per continuare a esistere. Con colori pastello e inquadrature perfette, il regista coreano trasforma la malattia mentale in poesia visiva, raccontando una storia d’amore impossibile e necessaria. Un film che dimostra come la follia possa avere dignità e come l’amore possa nascere nei luoghi più improbabili. Cinema che osa essere completamente libero.