Aveva una chitarra, una città e milioni di cose da dire. Ha aspettato decenni prima di scriverle. Valeva la pena aspettare...
Luca Carboni ha riempito stadi e palazzetti per decenni, ha scritto canzoni che milioni di italiani conoscono a memoria. Eppure per lungo tempo Luca non parlava mai, almeno non con le parole di tutti i giorni. In questo episodio de “La Foglia d’Acanto” recensiamo il suo memoir, un libro che racconta la Bologna degli anni Sessanta, la scoperta della musica, l’ascesa, il rapporto con un pubblico che lo segue da oltre quarant’anni. Una lettura onesta, senza trionfalismo, scritta con la voce di chi ha sempre detto le cose più importanti attraverso le canzoni. Oggi finalmente le dice, anzi, le scrive sulla pagina.