Scritto tra il 1961 e il 1962, La vita agra di Luciano Bianciardi è uno dei romanzi più lucidi e spietati del Novecento italiano. Protagonista è Luciano, un intellettuale che lascia la sua terra toscana devastato dalla morte di 43 minatori in un’esplosione, deciso a vendicarsi facendo saltare in aria la sede milanese della multinazionale responsabile. Ma Milano lo inghiotte: il Boom economico, le rate, le cambiali, una nuova relazione sentimentale lo travolgono e lo trasformano. Bianciardi ritrae con ironia feroce e malinconia autentica un’Italia che rinnega le proprie radici rurali per abbracciare frigoriferi e televisori, sacrificando dignità e memoria sull’altare del consumismo. Un romanzo profetico e attualissimo, scritto da un intellettuale scomodo che l’Italia ufficiale ha preferito dimenticare. Da leggere per capire da dove veniamo e, soprattutto, dove stiamo andando.