“La vita agra” di Carlo è molto più di una commedia: è un ritratto spietato e malinconico dell’Italia del miracolo economico, che attraverso la storia di un intellettuale sradicato e deluso racconta come il sistema sappia trasformare anche i più incendiari propositi di ribellione in tranquilla acquiescenza borghese. Ugo Tognazzi offre una delle sue prove più sfumate e convincenti, affiancato da una Giovanna Ralli in grande spolvero, mentre una Milano in piena febbre di trasformazione fa da sfondo a una vicenda privata che è anche — e soprattutto — una vicenda collettiva. Tratto dall’omonimo romanzo di Luciano Bianciardi, il film anticipa con lucidità inquietante derive sociali e culturali che avremmo impiegato decenni a riconoscere pienamente. Una visione imprescindibile, oggi forse ancora più attuale di allora.