Francis Ford Coppola nel 1992 decide di portare sullo schermo il Dracula definitivo, quello che nessuno aveva ancora avuto il coraggio di raccontare davvero. Con Gary Oldman, Winona Ryder, Anthony Hopkins e Keanu Reeves costruisce un’opera che è prima di tutto un’esperienza visiva travolgente. Le ombre si muovono da sole, il rosso del sangue esplode come un urlo, i costumi di Eiko Ishioka trasformano i personaggi in creature mitologiche. Trent’anni dopo, questo film continua a lasciare senza fiato per la sua forza visionaria. Coppola usa effetti pratici e trucchi da cinema delle origini che danno al film una materialità che il digitale non riesce a eguagliare. Non è solo un horror: è una storia d’amore sporca e disperata, un viaggio nell’ossessione e nella dannazione. È cinema che osa, che rischia, che crede ancora nel potere dell’immagine di dire ciò che le parole non possono. Un’opera che resta impressa nella memoria e sotto la pelle.