Prima del musical, prima del film con Brando e Sinatra, c'era una lingua che nessuno aveva mai osato scrivere così: benvenuti nella Broadway di Damon Runyon, dove i bulli parlano come cavalieri e le pupe non perdono mai una scommessa.
In questo episodio vi porto nella Broadway del proibizionismo più equivoca e affascinante del Novecento, quella popolata da giocatori d’azzardo, scommettitori clandestini e piccoli malviventi con un loro personalissimo codice d’onore.
Vi parlo di Bulli e pupe di Damon Runyon, la raccolta di racconti del 1932 che ha inventato un linguaggio narrativo capace di attraversare i decenni: un gergo sospeso fra lo slang dei bassifondi e un registro quasi aulico, che ha lasciato un’impronta profonda su generazioni di scrittori e sceneggiatori americani, Woody Allen su tutti.
Scopriamo insieme perché questo libro, spesso confuso con il celebre musical che ne è nato, resta un piccolo laboratorio linguistico ancora oggi capace di stupire e far sorridere.