Nel 1959 una famiglia viene sterminata in una fattoria del Kansas, e otto anni dopo Richard Brooks ne fa A sangue freddo un film che ancora oggi non si lascia guardare a cuor leggero. In questo episodio parlo dell’adattamento del capolavoro di Truman Capote: il bianco e nero di Conrad L. Hall, la colonna sonora inquieta di Quincy Jones e due interpreti, Robert Blake e Scott Wilson, che sembrano usciti direttamente dalla cronaca. Confronto poi la pellicola con il libro (che ho già recensito sul blog), cercando di capire cosa il cinema guadagna e cosa perde, e perché Brooks decide di prendere posizione contro la pena di morte là dove Capote preferiva il silenzio. Buon ascolto!